Cantina

Villa Parens - Roberto - Rettore della Cantina
FILOSOFIA DELLA TECNICA PURISTA

Origini lontane, radici che affondano in un tempo e in ritmi di antica cultura. Si leggono, ancora oggi, nella storia, nel processo di lavorazione e nella qualità che fa delle nostre uve il valore di vini unici e innovativi. Accade in Friuli, a Farra d’Isonzo, nella villa con cantina di proprietà nel Collio, testimone involontario, ma ormai perfettamente calato nella parte, di quello che nella vita di un’azienda può fare la differenza. Sta nel dettaglio, nel particolare, così dal macro si passa al micro, senza perdere di vista quell’acino che non smette mai di produrre gli indiscutibili valori dell’eleganza. La devota passione dirige l’orchestra. L’uomo ha un ruolo da protagonista, ma senza la scienza e la tecnologia l’opera del maestro rimarrebbe incompiuta. Il lavoro di uno completa quello dell’altra, tutto sembra seguire una perfetta regia, nel rispetto dei compiti e dei ruoli. La musica è quella di macchine infaticabili e le note sono scritte da abili mani. 

Una piccola cantina è il cuore del nostro laboratorio: il tour completo è poco più che un giro su se stessi. Dentro ci sono tante idee, tanta passione, tanta accuratezza e tante scelte caratterizzanti, che parlano di gente che sa quel che vuole. Dal 1983, primi in Friuli, una pressa pneumatica consente di realizzare delle selezioni di prodotto e, con un procedimento esclusivo sotto gas inerte, di proteggere dall’ossidazione il 100% dei mosti ottenuti. L’estrazione avviene con una “pressatura soffice” a 0,2 atm, simile alla pressione delle dita. Colore, tipicità e potenziale aromatico rimangono inalterati, per l’ottenimento di vini bianchi e rosati, freschi, piacevoli, fruttati. La conservazione in contenitori ineluttabilmente d’acciaio e la maturazione in bottiglia, coadiuvate da temperature adeguate ad ogni fase, completano l’affinamento. È così che la nostra interpretazione esprime vini puri, genuini, sinceri, essenziali, leali, perché l’eccellenza non è un atto, ma un’abitudine, per il controllo di ogni passo, per un legame intimo ed indissolubile con una nuova e diversa identità del Collio e del Friuli. 

L’uva non nasce con il sapore di legno.


VINO NATURALE O LOGICO E DINAMICO

È un latente scontro, indefinitamente ideologico, tra scienza ufficiale e movimenti trasversali, tra istanze materiali e questioni universali, tra quotidiano e globale. Un solco dialettico profondissimo, quello che rende difficili da conciliare, in concreto, il perseguimento di un obbiettivo di altissimo profilo, il cosiddetto salvataggio del pianeta, con i bisogni, le esigenze, l’agire di tutti i giorni, di chi gestisce un’attività e su di essa basa la propria sopravvivenza. Inclusa la produzione di vino, bio o meno che sia. Fino ad oggi la peculiarità del vino certificato biologico, rispetto a quello convenzionale, riguarda quasi esclusivamente i trattamenti in campagna, per le uve prodotte da agricoltura definita biologica, mentre per quelli in cantina, la legislazione attuale non prevede limitazioni particolari sui procedimenti comuni. In cantina si possono utilizzare i prodotti enologici, anche i solfiti, e i processi di vinificazione, maturazione, invecchiamento, imbottigliamento, autorizzati dal regolamento CE. Appare chiara la differenza fra un filare di vigna inerbito, frequentato da lombrichi o api, ed un filare privo di vita biologica, frequentato da diserbanti o fertilizzanti. Meno chiaro è quello che è stato certificato in cantina, in quanto “le mediazioni proposte dagli Stati membri portano troppo lontano dal concetto di biologico vero”. Non esiste, tuttora, dal punto di vista legislativo, il vino biodinamico, ma il vino ottenuto da agricoltura biodinamica. Il cosiddetto vino bio-dinamico è cosa diversa da un vino bio-logico: è un vino molto bio-logico ottenuto, in più, con una precisa visione cosmica. Il vino da agricoltura bio-dinamica deve essere comunque certificato bio-logico. 

IL BIO SARÀ ANCHE LOGICO, MA L’UOMO UN PO’ MENO.

Non si può quindi parlare di “vino bio-logico” o “bio-dinamico”, ma di “vino proveniente da uve ottenute coltivando i vigneti secondo i parametri dell’agricoltura bio-logica”. Parametri scritti dagli uomini e non dalla natura! Risulta così più umano, leale, logico e dinamico, il concetto e l’utilizzo della “viticoltura ragionata” per un vino “puro e naturale”. È inopinabile considerare naturale il vino prodotto dai vignaioli che, pur applicando tutti i principi naturalistici dell'agricoltura bio-logica e di quella bio-dinamica, non vogliono aderire a regolamenti, certificazioni, ecc. Non utilizzano prodotti di sintesi o pratiche invasive, e si sentono vincolati da requisiti tecnici e filosofici di sorta. (Vedi “Villa Parens-Come-Vigneti”)

Giovanni Puiatti 

La natura è stata la peggior nemica dell'uomo pre-tecnologico, e soltanto quando abbiamo potuto dominarla abbiamo cominciato ad apprezzarla e a godere dei suoi aspetti più belli.



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