Bellezza

Villa Parens - Leonardo Da Vinci - La Gioconda
La Bellezza

La bellezza è l'insieme delle qualità percepite tramite i cinque sensi, che suscitano sensazioni piacevoli, che si sentono istantaneamente e spontaneamente durante l'esperienza, e tendono a collegarsi ad un contenuto emozionale positivo. Va distinto il concetto di bellezza oggettiva da quello di bellezza soggettiva. Sebbene in molte culture questi due concetti siano facilmente scindibili, la bellezza oggettiva è l'unica con la quale si possa impostare un discorso concreto. La definizione di concetti non oggettivi porta, infatti, all'influenza su di essi del gusto personale, rendendo così impossibile discutere obbiettivamente su di un argomento, senza essere influenzati dal proprio senso e gusto estetico. Quella oggettiva invece, è la bellezza definita come un insieme di qualità rispondenti a dei canoni. È in funzione del tempo ed alla propria cultura, poiché tali canoni cambiano nel tempo ma restano validi per i principi. La bellezza comporta la cognizione degli oggetti come aventi una certa armonia intrinseca oppure estrinseca, con la natura, che suscita nell'osservatore un senso ed esperienza di attrazione, affezione, piacere, salute. La presenza del in qualsiasi contesto umano, indicherebbe che la bellezza è naturalmente basata sul sentimento che suscita negli umani, anche se la bellezza umana è soltanto l'aspetto dominante di una più grande ed incalcolabile bellezza naturale. Nel suo senso più profondo, la bellezza genera un senso di riflessione benevola sul significato della propria esistenza dentro il mondo naturale.  La stessa bellezza però, priva del fascino, resta, in qualche misura, imperfetta perché, attraverso gli occhi, non porta molto al cuore o alla mente. Il fascino è' una qualità che attiene all'intelligenza più che alla fisicità, e si manifesta attraverso gesti, atti, modi, sguardi, sorrisi, parole: è l'espressione di tutta la forza della personalità di cui il corpo è il contenitore. 

La famosa Monna Lisa di Leonardo non è certamente una bellezza eppure da secoli ci affascina per quel sorriso e quello sguardo sul cui ambiguo mistero si scervellano da sempre studiosi e pubblico. 

 

Criteri classici: armonia nella composizione, rispetto del canone, corrispondenza al vero, purezza estetica. 

 

Da: “Conversazioni sulla Bellezza con l’amico Vittorio Puiatti” di Giuliano Zonta

«All’amico Giuliano che sa cogliere certi profumi della vita». Questa è la dedica scrittami da Vittorio Puiatti nel 1976

Abbiamo diffidato del senso comune e combattuto l’ovvio che molto spesso è nemico del vero. Abbiamo pensato e ripensato senza stancarci di analizzare mediante il dialogo quelle certezze che insistentemente si presentano come del tutto naturali. Abbiamo rivolto il nostro sguardo alla bellezza partendo dalla sua evidenza e dalla constatazione dell’esistenza di cose belle, consapevoli che ogni indagine, anche quella più profonda, non dovrebbe mai smarrire o cancellare la capacità di appagare l’animo, divenendo l’oggetto dell’atteggiamento di meraviglia di fronte ad essa. Ci siamo soffermati a mirare e ad ammirare con naturalezza il bello facendo in modo che la meraviglia fosse il principio ed il motivo determinante di ogni nostra più approfondita disamina.

Abbiamo condiviso che di fronte alla sofferenza, all’incompiutezza e alla fugacità degli affetti e della felicità l’uomo mira ad archetipi migliori e chiede all’arte di liberarlo dal timore, dal dubbio e dall’incertezza comunicandogli una certa fiducia sulla bellezza della vita, sebbene accompagnata dal dolore. E vi si affida, in quanto espressione dell’amore che risplende nell’abbandono e aiuta a superare ogni dolore, afflizione, amarezza e malinconia, perché nell’idea di bellezza è sempre presente un ruolo positivo, concreto ed efficiente di sviluppo e mai una funzione contrastante, negativa, disgregante e anarchica. 

Ho concordato che nel vino l’estetica si esprime con l’armonia, cioè l’effetto particolare e gradevole a cui tendono i suoi vari componenti, è la caratteristica più importante che contraddistingue un prodotto eccellente, il cui ricordo dura nel tempo. Durante la degustazione il vino armonico compie un percorso equilibrato e costante, consentendo la percezione di molteplici sensazioni gustative senza violente e forti sollecitazioni dei sensi, passando naturalmente da una sensazione all’altra in modo graduale e attenuato. L’Artista cerca di far nascere fini e penetranti emozioni con una mera interpretazione della natura, che, con la sua purezza, fa raggiungere un “nutrimento spirituale” e “l’immedesimazione” con l’opera, e presentare una bellezza di fronte alla quale l’animo avverte una certa nobile elevazione al di sopra della semplice predisposizione al piacere sensibile.

Giuliano Zonta

Maestro di hôtellerie, Direttore e Consulente di alberghi di lusso, tra cui la storica Compagnia Italiana Grandi Alberghi C.I.G.A. Hotels 

 

Ogni bellezza è fondata sulle leggi delle forme naturali.                                                                                                      

John Ruskin

 

La Bellezza è l'unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l'una sull'altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l'eternità.                                                                                 

Oscar Wilde

 

È sentire che dietro qualsiasi cosa che può essere sperimentata c’è qualcosa che la nostra mente non può cogliere del tutto, e la cui bellezza e sublimità ci raggiunge solo indirettamente, come un debole riflesso.

Albert Einstein

 

La bellezza colpisce, ma proprio così richiama l’uomo al suo destino ultimo, lo rimette in marcia, lo riempie di nuova speranza, gli dona il coraggio di vivere fino in fondo il dono unico dell’esistenza. La ricerca della bellezza non consiste in alcuna fuga nell’irrazionale o nel mero estetismo.

Joseph Ratzinger – Benedetto XVI 

 

Con ciò che è buono, vero e utile, l’uomo è semplicemente serio; ma con ciò che è bello gioca.

Johann Christoph Friedrich von Schiller