Eccentricità

Villa Parens - Dabriele D'Annunzio Il Vate (1863-1938)
UNA VITA INIMITABILE: IL VATE

Io sono un animale di lusso, il superfluo m’è necessario come il respiro.

Esteta raffinato e di animo nobile, Gabriele d’Annunzio fu grande amatore, poeta incorruttibile e dandy di un bello a lui indispensabile nella creazione della sua più grande opera d’arte: la sua vita. Secondo i princìpi dell’estetismo bisognava fare della vita un’opera d’arte, e D’Annunzio fu costantemente teso alla ricerca di questo obiettivo. Si creò la maschera dell’esteta, dell’individuo superiore, dalla squisita sensibilità, che rifiuta inorridito la mediocrità borghese, rifugiandosi in un mondo di pura arte, e che disprezza la morale corrente, accettando come regola di vita solo il bello: il “vivere inimitabile”. Ha significato la rivolta romantica del gesto audace, dell’istinto vittorioso, dell’immersione nella sensualità selvatica. Condusse una vita da principe rinascimentale, tra oggetti d’arte, stoffe preziose, cavalli e levrieri di razza. A creargli intorno un alone di mito contribuirono anche i suoi amori, specie quello, lungo e tormentato, che lo legò alla grandissima attrice Eleonora Duse. Sospettato e sconosciuto, moderno e fuori dai tabù, vestire le sue femmes fatales era, per d’Annunzio, un vero e proprio rituale di piacere; curava con attenzione maniacale i dettagli, gli accessori e gli abiti con i quali dovevano mostrarsi al suo cospetto. Era in grado di trasformare donne ordinarie in donne fatate con vesti preziose in seta dai colori tenui, vestaglie in velluto e broccato, sotto abiti in organza con pizzi e crespi di seta rosa, chiffon e taffettà di seta azzurra dalle delicate trasparenze. Le sue numerose storie dimostrano una sua sessualità disturbata, poichè temeva moltissimo l’eterno femminino. Attraversò oltre un cinquantennio di cultura italiana, influenzandola profondamente in numerose fasi con la sua produzione e visse in una sontuosa villa di Gardone, che trasformò in un mausoleo eretto a se stesso ancora vivente, il «Vittoriale degli Italiani». 

 

Con il Fiore de la Bocca Umida a Bere

“Con il fior de la bocca umida a bere
ella attinge il cristallo. Io lentamente
le verso a stille il vin dolce ed ardente
entro quel rosso fiore de ‘l piacere;
e chinato su lei, muto coppiere,
guardo le forme dilettosamente:
la sua testa d’Ermète adolescente
e la sagliente spira de ‘l bicchiere.
Or, poi che le pupille a l’amorosa
concordia de le due forme stupende
io solo, io solo, io solo ho dilettate,
godo infranger la coppa preziosa;
e improvviso un desìo vano mi prende
d’infranger le membra bene amate.”

Gabriele D’Annunzio

Ho tratto da me l’uomo che era in me. Quanti ci riescono?



Villa Parens - Gabriele D'Annunzio al Vittoriale
Villa Parens - Gabriele D'Annunzio al Vittoriale
Villa Parens - Gli abiti di D'Annunzio al Vittoriale
Villa Parens - Il Vittoriale sala da pranzo- Gabriele D'Annunzio.jpg
Villa Parens - Il Vittoriale salotto - Gabriele D'Annunzio
Villa Parens - Il Vittoriale bagno - Gabriele D'Annunzio
Villa Parens - Il Vittoriale la stanza della Leda - Gabriele D'Annunzio