Sensualità

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SENSUALITA’: IL PINOT NERO

La sensualità in un individuo può essere considerata lo specchio della sua personalità, che riflette l'interesse e l'attrazione che gli altri sentono. L'essere umano non rispetta le stagioni dell'amore e può dimostrarsi sensuale e seducente in qualsiasi momento della vita: mentre lavora, cucina, al cinema, a teatro, in palestra, etc. Lo stile nel comunicare la propria sensualità è assolutamente soggettivo. Non esiste una forma ideale. Il grado di emozione evocato in una persona da parte di un comportamento sensuale, dipende unicamente dalla complementarietà. Per alcuni individui il termine sensualità è associato principalmente ad elementi esteriori e sessualmente chiari (soprattutto per i maschi); per altri il tono della voce, la gestualità, la saggezza, l'abbigliamento, oppure una miscela di molti elementi, può far nascere un desiderio. Non essendoci un modo stereotipato per essere sensuali conforme a tutte le persone, il segreto è essere se stessi, sicuri di sé, autentici. E' la nostra autostima, la sensazione di adeguatezza nelle molteplici situazioni della vita che ci rende sensuali agli occhi di chi è sensibile proprio alle nostre caratteristiche. Ciò che conta è la sicurezza di se. La sicurezza che aiuta a lasciar diffondere nell'ambiente che ci circonda il fascino della nostra personalità. Sguardi, gesti, parole ed anche contatti quando opportuni, sono capaci di rendere lo stile unico: il modo di accavallare le gambe, di guardare negli occhi, di avviare una comunicazione, di ascoltare e dimostrare empatia, di essere leali, di non dare nulla per scontato.

Per essere sensuali non bisogna fare nulla. Non è necessario rifarsi ad atteggiamenti e comportamenti che, anche se ci piacciono, non ci appartengono. E' sensuale naturalmente la persona vera, autentica, che non ha bisogno di recitare una parte ed indossare una maschera. È così anche per il vino, e per il Pinot Nero!

SIDEWAYS - IN VIAGGIO CON JACK 

“Il vino è un essere vivente. E amo immaginare l'anno in cui sono cresciute le uve di un vino. Se c'era un bel sole, se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve. E se è un vino d'annata, penso a quante di loro sono morte. Mi piace che il vino continua a evolversi. Che se apro una bottiglia oggi avrà un gusto diverso da quello che avrebbe se l'aprissi un altro giorno. Perché una bottiglia di vino è un qualcosa che ha vita. Ed è in costante evoluzione e acquista complessità, finché non raggiunge l'apice. E poi comincia il suo lento, inesorabile declino.” 

“A me piacciono tutti i varietali, ma non mi piace il modo in cui manipolano lo Chardonnay in California. Troppo legno, fermentazioni malolattiche...

Amo il Pinot Nero, è un’uva ardua da coltivare, ha la buccia sottile, è sensibile, matura presto. E, insomma... non è una forza come il Cabernet che riesce a crescere ovunque e fiorisce anche quando è trascurato, che sa essere potente ed esaltante ma è troppo prosaico. Lo trovo un po' eccessivo, c'è troppo alcool, e questo copre il frutto. No, al Pinot Nero servono cure e attenzioni. Sì, infatti cresce soltanto in certi piccolissimi angoli nascosti del mondo. Dunque, il motivo per cui questa zona è così adatta al Pinot Nero è che di notte arrivano le correnti d'aria fredda del Pacifico, che in pratica rinfrescano le bacche. Non ama caldo e umidità costanti. È molto delicata. E... e solo il più paziente e amorevole dei coltivatori può farcela, è così. Solo chi si prende davvero il tempo di comprendere il potenziale del Pinot sa farlo rendere al massimo della sua espressione. E inoltre, andiamo... oh, i suoi aromi sono i più ammalianti e brillanti, eccitanti, sensuali e sottili e antichi del nostro pianeta.”

(2004)

Solo una cosa non è vana: la perfezione sensuale dell'istante.



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